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Il vetro tra II e III secolo D.C. : produzione e distribuzione in area romano-ostiense / Barbara Lepri
Ouvrage
Appartient aux collections: Fecit te, 15, Di Giuseppe, Helga, Roma, 2013-
Publication: Roma : Scienze e Lettere, 2021 Description: 1 vol. (285 p.) : illustrations, cartes ; 24 cmCollection : Fecit te; 15ISBN: 9788866872054 ; 8866872059.Diplome: Texte remanié de : Dissertation : Ludwig-Maximilians-Universität München, 2018.Langue: ItalienPays: Italie Auteur principal: Lepri, Barbara, Auteur Résumé: Il vetro si rivela sempre più un’importante fonte documentaria per la ricostruzione della storia della tecnica e dell’economia antica, oltre che per la ricostruzione del suo utilizzo in ambito quotidiano. La sua particolare struttura produttiva prevedeva la separazione tra il momento della creazione del vetro grezzo, a partire dalla fusione delle materie prime, che avveniva a opera di un numero limitato di officine primarie (levantine ed egiziane), e quello della realizzazione degli oggetti nelle numerose officine secondarie, sparse in tutte le regioni dell’impero e anche oltre. Bisogna considerare parte integrante di questo processo anche il riciclo. Il ricorso alla rifusione dei rottami, infatti, consentiva non solo di abbassare i costi, ma anche di sopperire - almeno in parte - al rifornimento di vetro grezzo. I relitti, unica fonte a testimoniare le vie marittime che collegavano i due tipi di officine, conservano spesso nel carico anche vetro grezzo, oltre al vasellame. Il corretto riconoscimento degli indicatori di produzione (strutture e scarti) consente di mappare la presenza di questi centri e dei vetrai che in essi lavorarono. Parallelamente, lo studio del vasellame vitreo in circolazione in un determinato territorio contribuisce alla ricostruzione delle relative dinamiche di distribuzione. Questo volume racchiude il tentativo di tenere insieme tutti questi aspetti, focalizzando l'attenzione in particolare sul II e il III secolo d.C. La raccolta delle informazioni a oggi disponibili su questo periodo, infatti, rivela la presenza di numerosi centri secondari nelle aree mediterranee, così come in quelle interne. È in questo quadro che si inseriscono le testimonianze dell’area romano-ostiense, relative sia agli indicatori di produzione sia al vasellame e alla bollatura.. Item type: Ouvrage List(s) this item appears in: MOM - 1 - Nouveautés - Novembre 2023 | MOM-ACL Novembre 2023 | MOM-ACL Année 2023
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Lyon : MOM - Bibliothèque de la Maison de l'Orient et de la Méditerranée Libre accès Papier ACL NK5107.3. L4 2021 (Browse shelf(Opens below)) Available 168630

Bibliogr. p. [255]-285. Notes bibliogr.

Texte remanié de : Dissertation : Ludwig-Maximilians-Universität München, 2018

Il vetro si rivela sempre più un’importante fonte documentaria per la ricostruzione della storia della tecnica e dell’economia antica, oltre che per la ricostruzione del suo utilizzo in ambito quotidiano. La sua particolare struttura produttiva prevedeva la separazione tra il momento della creazione del vetro grezzo, a partire dalla fusione delle materie prime, che avveniva a opera di un numero limitato di officine primarie (levantine ed egiziane), e quello della realizzazione degli oggetti nelle numerose officine secondarie, sparse in tutte le regioni dell’impero e anche oltre. Bisogna considerare parte integrante di questo processo anche il riciclo. Il ricorso alla rifusione dei rottami, infatti, consentiva non solo di abbassare i costi, ma anche di sopperire - almeno in parte - al rifornimento di vetro grezzo. I relitti, unica fonte a testimoniare le vie marittime che collegavano i due tipi di officine, conservano spesso nel carico anche vetro grezzo, oltre al vasellame. Il corretto riconoscimento degli indicatori di produzione (strutture e scarti) consente di mappare la presenza di questi centri e dei vetrai che in essi lavorarono. Parallelamente, lo studio del vasellame vitreo in circolazione in un determinato territorio contribuisce alla ricostruzione delle relative dinamiche di distribuzione. Questo volume racchiude il tentativo di tenere insieme tutti questi aspetti, focalizzando l'attenzione in particolare sul II e il III secolo d.C. La raccolta delle informazioni a oggi disponibili su questo periodo, infatti, rivela la presenza di numerosi centri secondari nelle aree mediterranee, così come in quelle interne. È in questo quadro che si inseriscono le testimonianze dell’area romano-ostiense, relative sia agli indicatori di produzione sia al vasellame e alla bollatura.

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